Che cos’è la Commissione di Studio e Ricerca per
gli ausili tecnici.
E’ una associazione che ha il compito statutario di approfondire e
studiare le possibilità che la scienza e la tecnologia oggi offrono per
ridurre le condizioni di svantaggio derivanti da una menomazione o
disabilità.
Si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica e di favorire la
diffusione di una cultura orientata all’abbattimento di tutti i tipi di
barriere che possono limitare la piena partecipazione alla attiva vita
sociale delle persone con disabilità, dialogando costantemente con
esponenti ed organismi rappresentativi delle categorie più direttamente
coinvolte: medici, imprenditori, professionisti e tecnici, politici, e
con i media.
Organizza e promuove manifestazioni, iniziative, eventi volti a
diffondere un atteggiamento di positiva attenzione sulle potenzialità
che la persona disabile potrebbe esprimere se la società sapesse
realizzare presupposti facilitanti; stimola alla vigilanza perché alle
difficoltà prodotte dalla menomazione non si aggiungano gli ostacoli
creati dal disimpegno e dalla superficialità di un contesto sociale che
registra i limiti ma non individua soluzioni appropriate per il loro
superamento.
Opera avvalendosi della competenza dei propri membri interni e di
qualificate collaborazioni e consulenze esterne per prospettare ed
elaborare indirizzi e soluzioni e per promuovere - attraverso i propri
rappresentanti - rapporti sistematici tra gli organismi pubblici e
privati che hanno potere decisionale; si adopera per sostenere le
proposte più adeguate.
Agisce su tutto il territorio nazionale, e si confronta e collabora con
organismi europei ed internazionali.

La composizione del
board.
Appartengono al Board rappresentanti della classe medica,
imprenditoriale, della comunicazione e delle professioni tecniche e
sanitarie, quali Franco Bomprezzi, giornalista direttore della rivista
“Mobilità”, responsabile editoriale di “Super-Abile”, il portale sulla
disabilità voluto dall’INAIL e past-president della UILM; Corrado Canovi,
segretario generale della FNAAI, la federazione delle associazioni di
imprenditori e tecnici audioprotesisti (in rappresentanza degli
operatori tecnici per le disabilità sensoriali); Daniele Colombo,
Francesco Mendicino, Adelmo Mazzocchi, rappresentanti della tecnica
ortopedica e della distribuzione di ausili per la disabilità motoria,
Pierfranco Linari, imprenditore, presidente dell’EPSA (l’associazione
europea che raggruppa i produttori di ausili per il superamento delle
barriere architettoniche) e presidente della sottocommissione protesi
dell’UNI; Alessandro Giustini, già segretario nazionale dei Medici
Fisiatri Italiani SIMFIR e neoeletto presidente della SIMFER, la Società
Scientifica dei Medici Fisiatri Italiani; Maria Teresa Agati, membro del
board della Commissione Handicap di Confindustria.

Le Aree di lavoro
La commissione opera con gruppi di lavoro che -interessando le aree
relative all’utenza ed alla riabilitazione, alle professioni tecnico
sanitarie, alla distribuzione, alla produzione- allargano la
partecipazione a alle più significative competenze e personalità del
settore.
Il gruppo di lavoro dell’ Area Riabilitazione è coordinato dal professor
Alessandro Giustini
Hanno lavorato in questo gruppo di lavoro, oltre a Pietro Barbieri,
presidente FISH, ed a molti medici e terapisti, tra cui Tonino Ridolfi,
Maru Marquez, Laura Valsecchi, Alessandro Battaglia (membri della
Commissione Ministeriale per la protesica); il professor Carlo Bertolini,
il precedente presidente SIMFER; Gaspare Crimi, Alberto Lissoni,
Massimo De Marchi, Giovanni Arioli (prescrittori di riferimento nelle
diverse ASL del territorio); Ferrantelli e Cimaglia per l’INAIL;
autorevoli competenze in materia di ausili e di definizione dei bisogni
dell’utenza.
Il gruppo di lavoro delle Professioni e della Distribuzione vede
impegnate le competenze tecniche che quotidianamente sono dedicate alla
realizzazione ed all’applicazione di protesi su misura, ed alla
fornitura ed adattamento di ausili tecnici per le diverse tipologia di
menomazione, dai tecnici INAIL e Rizzoli ad operatori professionali
privati tra cui Marcello Mancini, Salvatore Guinand, Loris Nobili,
Salvatore Macrì, Francesco Mattogno, Daniele Dondarini. Il loro
contributo è stato prevalentemente orientato a definire gli atti di
servizio peculiari per ciascuna tipologia di ausili e le caratteristiche
professionali e strutturali proprie delle differenti tipologie di
aziende di distribuzione.
L’area Industriale, coordinata dall’ing. Pierfranco Linari ha
costituito un gruppo di lavoro che vede la partecipazione di
rappresentanti di entrambe le associazioni di imprenditori presenti sul
territorio nazionale, e si avvale dell’apporto della competenza di
GianLuca Salerio, segretario UNI, del presidente dell’associazione degli
ingegneri clinici, di un rappresentante dell’IMQ (Istituto Italiano per
il Marchio di Qualità).
Terminato un lavoro di definizione della vita media di ciascuna
tipologia di ausili (importante per stabilire i tempi di rinnovo delle
forniture) sta approcciando la definizione dei fascicoli documentali che
devono accompagnare la presentazione delle diverse tipologie di prodotto
per la fornitura agli enti pubblici.
Ha completato la definizione dei requisiti essenziali (di prodotto e di
servizio) degli ausili per disabilità motorie inseriti nell’elenco 2 e 3
del Nomenclatore tariffario, e di una proposta di capitolato tecnico per
le pubbliche procedure di acquisto sempre degli ausili inseriti negli
elenchi 2 e 3 del Nomenclatore attualmente in vigore.

Obiettivi e attività
Occuparsi a qualsiasi titolo, di ausili tecnici per persone disabili
significa muoversi in un settore di importante rilevanza riabilitativa e
sociale: spesso, infatti, gli ausili rappresentano l’unico mezzo con il
quale una persona può raggiungere il miglior livello di autonomia e di
partecipazione che il suo handicap le consente.
Professionalità, correttezza, competenza, serietà devono
contraddistinguere ogni atto ed ogni processo. Dall’identificazione dei
bisogni all’individuazione di risposte appropriate sino alla valutazione
dell’efficacia degli interventi il filo delle responsabilità passa
attraverso saperi, professioni, aspettative ed interessi che, pur
diversi nelle singole specificità, devono avere come principale
obiettivo la ricerca della migliore soluzione possibile per “prevenire
o rimuovere le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della
persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la
partecipazione della persona handicappata alla vita della
collettività..." (legge n. 104/92).
S'
impone il superamento degli ambiti settoriali nei quali spesso siamo
confinati dalla nostra professione per affrontare un percorso
trasversale che, mettendo a confronto le esigenze e le risorse proprie
di ciascun segmento, possa elaborare proposte compiutamente rispettose
della complessità delle tematiche da affrontare.
Speciale
attenzione deve essere dedicata alla modalità di erogazione
dell’assistenza protesica che rappresenta l’intervento della parte
pubblica e che pertanto dovrebbe costituire la quota più consistente,
efficace e razionale di risposta ai bisogni dei cittadini disabili:
collaborare con le istituzioni perché essa sia governata da regole
chiare e trasparenti, che favoriscano l’innovazione e lo sviluppo della
ricerca scientifica, sociale e tecnologica e garantiscano un’adeguata
qualità della prestazione è compito istituzionale della C.S.R |