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Il sistema delle prestazioni di assistenza in materia di protesi, ortesi, ausili:
i motivi di una riforma


introduzione>>>

Gli elementi essenziali di una riforma adeguata per il settore>>>

conclusione>>>

 


 
   

 

Introduzione


Perché è necessaria una riforma strutturale.

La spinta sociale che mosse a suo tempo il legislatore a realizzare un Nomenclatore Tariffario delle Protesi derivava dall’esigenza di risarcire gli invalidi (di guerra e del lavoro) attraverso la fornitura di protesi, ortesi, ausili che compensassero in qualche misura le menomazioni subite. Venne così stilato un elenco dei prodotti erogabili, identificati da una denominazione generica, da sommarie descrizioni tecniche e da una tariffa.

Non dovendo il sistema rispondere ad esigenze di salute o integrazione sociale ma dovendo semplicemente costituire una specie di indennizzo, di parziale risarcimento del danno subito, non venne effettuata alcuna ricognizione dei bisogni “riabilitativi” né venne effettuato alcun censimento dei dispositivi (protesi, ortesi, ausili) rispondenti a necessità di autonomia o di compensazione di deficit.

L’ampliamento nel tempo del significato della “Assistenza in materia di protesi, ortesi ed ausili” (che, anche a seguito di provvedimenti legislativi quali la legge 833/78 e la legge 104/92 arrivò a comprendere e gestire tutti gli interventi del S.S.N., in materia di ausili, a favore delle persone con disabilità) non ha comportato una contestuale revisione del sistema il cui impianto è rimasto ancorato da un lato all’individuazione degli “aventi diritto” sulla base della Certificazione del loro grado di invalidità e dall’altro all’eventuale allungamento dell’elenco dei prodotti erogabili.

Spinte diverse hanno, col passare degli anni, aggiunto via via ulteriori voci agli elenchi dell’erogabile, che sono così diventati una lunga lista eterogenea e non peculiarmente motivata di differenti dispositivi, mai classificati funzionalmente e mai rivalutati in relazione alla loro reale capacità di rispondere ad effettive necessità riabilitative.

Attualmente pertanto in quest’elenco trova posto di tutto: dai plantari agli arti artificiali, dagli occhiali alle carrozzine alle medicazioni per le piaghe da decubito, agli apparecchi per la respirazione o ai micro infusori per terapia fellochelante sino ai pannoloni per incontinenti.

Le modalità con cui questi prodotti sono descritti sono le più discordi e fantasiose possibili (alcune descrizioni tecniche, talvolta accompagnate da alcune indicazioni di prescrivibilità; molto spesso solo la denominazione “di fantasia” del tipo di prodotto); l’organizzazione degli elenchi (attualmente tre elenchi) è altrettanto ardita: il primo elenco è relativo a quei dispositivi che devono essere realizzati o applicati da un tecnico, il secondo riguarda i dispositivi che non hanno bisogno di un tecnico per l’applicazione, il terzo … gli apparecchi acquistati direttamente dalle A.A.S.L. In questo contesto, parlare di tariffe o di prezzi di riferimento è quantomeno incauto: quale prezzo per quale prodotto?

Le maggiori criticità dell’attuale sistema.

È evidente che un siffatto “Contenitore” non risponde a nessun criterio di efficacia e razionalizzazione dell’impiego delle risorse, né può costituire un adeguato riferimento per le imprese che operano in questo mercato. Eppure il mercato di settore è, paradossalmente, costituito per la quasi totalità da prodotti erogati -tramite questo Nomenclatore Tariffario- a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Le maglie del sistema infatti sono talmente larghe e mal costruite che può passarvi di tutto, ed il contrario di tutto.

1° - Le tipologie di prodotti inseriti.

Non rappresentando la reale “domanda” le tipologie dei prodotti attualmente compresi nel Nomenclatore alterano i processi di individuazione dei dispositivi da immettere sul mercato: quello che viene fornito gratis dal Servizio Sanitario Nazionale è quello che si vende, e che quindi i distributori sono disponibili ad acquistare ed a proporre attraverso i loro canali. Di conseguenza, se non è in Nomenclatore, un prodotto non ha vendibilità perché il consumatore non riesce neanche a venire a conoscenza della sua esistenza, non trovandolo dai fornitori da cui si approvvigiona abitualmente. Bisogni anche importanti (che in altri paesi rappresentano consistenti quote di mercato) non trovano in questo modo risposte sul mercato nazionale mentre per alcune tipologie di prodotti si concretizza un’anomala (e pertanto pericolosa) iper – vendibilità (essendo gratuiti, e costituendo “un diritto” vengono forniti pressoché a tutti, indipendentemente dalla reale possibilità di efficace utilizzo).

2° - Le modalità con cui sono descritti i prodotti.

Essendo i tipi di prodotti erogabili identificati da un codice, una denominazione autarchica (spesso di fantasia) e da descrizioni tecniche che, esse sole, costituiscono la discriminante per l’accesso, tutto quello che non è costruito in puntuale e piena conformità a quanto è descritto nel Nomenclatore non è, in teoria, legittimato alla fornitura. Ma siccome le descrizioni spesso non sono pertinenti (non sono state redatte da gruppi tecnici con competenze specifiche) o riportano modalità costruttive e materiali vetusti e superati (è opportuno ricordare che la revisione delle descrizioni del Nomenclatore vigente è stata completata nel 1995), attenervisi esattamente comporterebbe nella stragrande maggioranza dei casi l’immissione sul mercato di ausili non adeguati, superati, non in grado di stare sui mercati europei e internazionali.

Tutto questo può produrre la necessità di derogare al rispetto puntuale di quanto descritto nel Nomenclatore, con conseguenze facilmente immaginabili. Come del resto altrettanto facilmente immaginabili sono le conseguenze del rispetto pedissequo delle indicazioni del Nomenclatore.

La situazione creatasi pertanto è tale che non è infrequente la fornitura di prodotti esattamente corrispondenti, per caratteristiche tecniche, a quanto descritto ma di qualità infima (e pertanto di valore molto inferiore a quanto tariffato) o con funzioni diverse da quelle che, in origine, avevano motivato l’inserimento di quella particolare tipologia di prodotto, così come –a seguito di descrizioni generiche ed in assenza di efficaci modalità e possibilità di controllo- non è insolita la trasmigrazione, nel tempo, di prodotti a categorie che prevedono tariffe più elevate.

3 – Le esigenze dell’utente

Come sopra accennato, il sistema di “Assistenza protesica” attualmente, ben lungi dal rispondere ad una mera missione risarcitoria, è l’unico strumento con cui (anche in ottemperanza alle disposizioni legislative delle leggi 833/78 e 104/92) possono essere forniti alle persone con disabilità gli ausili tecnici che ne permettono il recupero e l’integrazione sociale.

Dovrebbero pertanto essere i bisogni e le potenzialità riabilitative a disegnare il profilo di un impianto che, individuando i dispositivi erogabili secondo una discriminante di efficacia, consenta al team che ha in carico il Progetto di Riabilitazione di ciascuna persona disabile l’accesso impeccabile a quelle soluzioni riconosciute a priori come valide e pertanto erogabili. Invece, come abbiamo visto, gli attuali elenchi comprendono una massa eterogenea di prodotti scelti con obiettivi diversi da quelli riabilitativi, identificati da una descrizione che spesso non ha alcuna attinenza con le caratteristiche indispensabili ad assicurare le specifiche funzioni riabilitative e che, oltretutto, non costituisce alcuna barriera “sensata” per l’accesso di prodotti di qualità inadeguata o di funzionalità inadatta o incerta.

L’inclusione della “Protesica” nei Livelli Essenziali di Assistenza attuata col DPCM del gennaio 2002, ratificando la valenza sanitario-rabilitativa di queste prestazioni, mette ulteriormente in evidenza le vistose contraddizioni tra obiettivi (“garantire i Livelli essenziali di Assistenza Sanitaria … a tutti i cittadini”) e strumenti disponibili (“il mantenimento, l’inclusione o l’esclusione delle prestazioni” nell’attuale Nomenclatore non sono conseguenti alla valutazione dell’esistenza, per ogni prestazione, “di evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute … a fronte delle risorse impiegate”).

L’attuale sistema appare di conseguenza del tutto inadeguato a rispondere con appropriatezza, efficacia ed efficienza ai compiti cui è destinato.


 

 

 

Gli elementi essenziali di una riforma adeguata per il settore.


La discriminante riabilitativa per l’individuazione delle categorie dell’erogabile.

Occorre in primo luogo considerare che l’assistenza sin ora impropriamente definita come “Assistenza Protesica” ha dunque come oggetto l’erogazione di quei dispositivi che, nel sistema di Classificazione UNI EN ISO 9999 sono definiti come Ausili Tecnici per Disabili. Sono cioè quei “…prodotti, strumenti, attrezzature o sistemi tecnologici…utilizzati da un disabile, appositamente prodotti o disponibili nel normale commercio, che prevengono, compensano, attenuano o neutralizzano una menomazione, una disabilità, un handicap”.

La giustificazione della loro inclusione negli elenchi dei dispositivi erogabili con oneri a carico del Servizio Sanitario Nazionale deve di conseguenza derivare dalla loro valenza riabilitativa (…evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute), dando al termine “riabilitativo” un significato ampio:“la capacità di una categoria di dispositivi di compensare un handicap, ridurre un deficit, prevenire una disabilità”.

La realizzazione di un sistema adeguato di interventi in materia di Ausili Tecnici deve perciò innanzitutto prevedere la scelta, tra tutti i dispositivi presenti oggi sul mercato, di quelli che consentono alla persona di raggiungere “…un significativo beneficio in termini di salute…” che in questo contesto può essere rappresentato dal raggiungimento del livello di autonomia prospettato nel suo Progetto Riabilitativo Individuale; la discriminante per l’inserimento di una determinata categoria di dispositivi è costituita dal suo livello di efficacia “riabilitativa”.

Un Apposito Organismo (CUA - Commissione Unica Ausili) cui appartengano competenze clinico riabilitative dovrà essere istituito, con il compito di individuare motivatamente le categorie dell’erogabile.

La scelta, anziché su basi casuali, potrà più appropriatamente essere effettuata assumendo come base di valutazione una classificazione ufficiale ed internazionale degli ausili tecnici presenti sui mercati, quale la classificazione UNI EN ISO 9999 [1]

L’identificazione dei dispositivi erogabili per ciascuna categoria.

Fissate le Categorie di Ausili Tecnici che possono essere fornite a carico del S.S.N., occorre avere la certezza che gli ausili che possono essere erogati siano effettivamente in possesso dei requisiti (tecnici, funzionali, riabilitativi) richiesti per ciascuna categoria.

È di conseguenza necessario determinare modalità certe con cui ciascun ausilio venga inequivocabilmente riconosciuto come fornibile con il codice che identifica la Categoria di appartenenza.

La classificazione UNI EN ISO 9999 comprende

§           Ausili che si trovano in commercio in versione finita;

§           Ausili (essenzialmente protesi ed ortesi) che devono essere realizzati di volta in volta per la singola persona, oppure specificamente individuati, programmati ed adattati sulla base delle particolari necessità dell’utente (ad esempio protesi per deficit uditivi e visivi).

§           Alcuni ausili finiti, per esplicare la loro efficacia hanno la necessità di essere specificamente adattati alla singola persona.

Appare evidente che simili effettive e significative differenze comportano modalità diverse di convalida della legittimità di fornitura.

Dispositivi finiti.

Per i dispositivi considerati finiti la modalità più semplice ed efficiente per avere la certezza della conformità dei diversi ausili erogabili ai requisiti richiesti è l’accreditamento ex ante dei prodotti, e la costituzione di un Repertorio Nazionale degli ausili erogabili. Presentando un apposito “fascicolo documentale” a giustificazione della propria richiesta, il responsabile dell’immissione in commercio che intende fornire il proprio prodotto con oneri a carico del S.S.N. richiederà l’iscrizione dell’ausilio (marca e modello) nella relativa Categoria di appartenenza.

Il Repertorio, organizzato conformemente alla Classificazione UNI EN ISO 9999 in classi, sottoclassi e divisioni, riporterà così tutti i dispositivi, elencati con Marca, Modello e Prezzo di Vendita al pubblico, che possono essere erogati per la specifica Categoria. Sarà in questo modo sempre possibile aggiornare in tempo reale l’elenco dell’erogabile, mettendo a disposizione dei diversi soggetti interessati (ente pubblico, prescrittore, utente) un sistema informativo chiaro ed inequivocabile di quanto, presente sul mercato, può essere legittimamente prescritto ed erogato dal S.S.N..

Dispositivi realizzati “ad personam” o da adattare “ad personam”, adattamenti “ad personam” di dispositivi finiti.

Per questi particolari dispositivi (non potendosi effettuare l’accreditamento dei prodotti una tantum, antecedentemente alla fornitura o non essendo questo sufficientemente significativo per l’efficacia complessiva della prestazione) la modalità più semplice ed efficace è l’accreditamento del fornitore, che dovrà possedere i requisiti (professionali e di struttura) peculiarmente necessari a garantire la corretta esecuzione della prestazione nel suo complesso: sarà il fornitore stesso a certificare, di volta in volta, la piena conformità del suo intervento ai requisiti richiesti con la singola prescrizione.

Lo stesso fornitore accreditato realizzerà, certificandone la correttezza, tutti quegli adattamenti che la prescrizione indicherà come necessari per rendere i dispositivi finiti adatti a particolari esigenze dell’assistito.

Per queste “prestazioni tecnico/professionali” la definizione di “protocolli applicativi” è un requisito importante sia per impegnare il soggetto erogatore al rispetto di corrette procedure di applicazione sia per addivenire ad appropriate definizioni di prezzi/tariffe da corrispondere.

L’identificazione delle professionalità tecnico-sanitarie necessarie è parimenti un elemento imprescindibile per garantire la competenza peculiare indispensabile alla corretta esecuzione degli interventi.

La gestione dei processi di erogazione.

Un “Repertorio” adeguatamente definito può sburocratizzare e semplificare anche la gestione dei processi di erogazione. Esso, infatti, essendo organizzato secondo una classificazione organica degli ausili erogabili, potrà riportare, per ogni Categoria inserita, le modalità standard di fornitura: gli atti di servizio necessari, le professionalità indispensabili per la corretta esecuzione di ogni prestazione e/o fornitura, i canali distributivi possibili.

Saranno cioè definiti, in maniera razionale, inequivocabile ed organica:

§           Le categorie di ausili erogabili con oneri a carico del S.S.N.;

§           Per ciascuna categoria gli ausili (marca e modello) legittimamente erogabili in quella categoria (ausili finiti) o i fornitori legittimati a realizzare l’ausilio, l’adattamento e/o l’applicazione “ad personam”;

§           Ancora per ciascuna categoria saranno indicate le modalità standard di fornitura.

In caso di bisogni particolari o complessi la prescrizione, parte integrante del Progetto Riabilitativo predisposto per la singola persona con deficit o disabilità, individuerà, sulla base delle specifiche esigenze dell’assistito, le eventuali varianti di sistema necessarie (ad esempio, la necessità di adattamento per un ausilio considerato finito).

La scelta dell’ausilio dovrà essere effettuata esclusivamente nell’ambito della gamma degli ausili accreditati (prodotti finiti) e/o dei fornitori accreditati (dispositivi realizzati “ad personam” o da adattare “ad personam”, adattamenti “ad personam” di dispositivi finiti).

La verifica (intermedia e finale) dovrà valutare il risultato funzionale raggiunto, stimando i risultati ottenuti in relazione a quelli prospettati ed ottenibili[2].

Modalità di acquisto, riutilizzo dei dispositivi.

Il vigente Regolamento per l’assistenza protesica prevede una differenziazione delle modalità di acquisto e determinazione dei costi da porre a carico del S.S.N. legata agli stessi presupposti che hanno originato la suddivisione degli elenchi dei dispositivi erogabili (il primo elenco è relativo a quei dispositivi che devono essere realizzati o applicati da un tecnico, il secondo riguarda i dispositivi che non hanno bisogno di un tecnico per l’applicazione, il terzo gli apparecchi acquistati direttamente dalle A.A.S.L.): tariffe per l’elenco 1; pubbliche procedure per gli elenchi 2 e 3.

Prevede altresì che “…per i dispositivi per i quali sia possibile il riutilizzo, le regioni possano disciplinare modalità di cessione in comodato allo scopo di conseguire economie di gestione…”.

A questo scopo, una differenza più significativa è quella che separa gli ausili che possono essere utilizzati appropriatamente, indipendentemente dalle caratteristiche del singolo utilizzatore da quelli che invece, per garantire efficacia ed appropriatezza di utilizzo, devono essere scelti valutando le specifiche, peculiari necessità e caratteristiche dell’utilizzatore.

È questa differenza a rappresentare la discriminante:

§           tra i prodotti che possono essere acquistati con una procedura pubblica di acquisto standard e quelli che necessitano di essere acquistati con modalità che consentano l’individuazione del singolo ausilio per la singola persona;

§           tra i prodotti non riutilizzabili (e che pertanto possono essere lasciati in proprietà alla singola persona) e quelli riutilizzabili (e che possono pertanto far parte del patrimonio dell’A.S.L. per essere riciclati e ri-assegnati in uso ad utilizzatori diversi).

Il riutilizzo dei prodotti, valutata la reale economia di gestione che l’organizzazione di un servizio di questo tipo può produrre, non può di conseguenza essere indiscriminato ma deve a monte prevedere

§           una precisa definizione di quelle tipologie di prodotti che possono essere  utilizzati appropriatamente, indipendentemente dalle caratteristiche del singolo utilizzatore;

§           il fatto che questi prodotti siano progettati per poter essere  riutilizzati più volte nel loro ciclo medio di vita.

Altra differenza importante e significativa per definire modalità di prescrizione, acquisto e distribuzione è quella che discrimina i prodotti a consumo ripetuto da quelli “durevoli”: è evidente che ogni fornitura di un bene durevole deve essere originata da una specifica, singola prescrizione mentre le forniture di beni a consumo ripetuto possono essere sostenute da una prescrizione iniziale, che deve essere rinnovata solo al mutare delle condizioni e delle necessità dell’assistito. È altrettanto chiaro che, pur potendo essere considerati prodotti adatti a più utilizzatori, i prodotti a consumo ripetuto non sono riutilizzabili.

Prezzi, costi a carico del S.S.N..

Evidentemente, pur appartenendo alla stessa categoria (stesso codice), prodotti con contenuti tecnologici, funzionali o estetici diversi dovranno avere prezzi diversi sul mercato, e pertanto saranno registrati con i loro diversi prezzi di listino al pubblico. Normalmente, in un mercato sano, prezzi diversi rappresentano infatti soluzioni più o meno efficaci o, pur nella stessa categoria, risposte più o meno sofisticate per necessità più o meno complesse.

Occorre mantenere, anzi incentivare, la ricerca di varianti; non è possibile, e non è opportuno, che si arrivi ad un unico prezzo di mercato per tutti i prodotti appartenenti ad un’unica categoria: sarebbe la distruzione della spinta concorrenziale.

Il modello per il calcolo del costo del dispositivo (e dei relativi costi di distribuzione) da porre a carico del Servizio Sanitario sarà basato sulla rilevazione dei prezzi di vendita al pubblico indicati (che finalmente la registrazione fa venire alla luce[3]), nell’ambito di ciascuna categoria (per lo stesso codice), per i singoli dispositivi (marca e modello) accreditati.

Ad esempio, per gli ausili definiti come indispensabili, il costo a carico del Servizio Sanitario

§          Potrebbe corrispondere al prezzo più basso del prodotto registrato nella categoria (prezzo più basso per prodotto con i requisiti essenziali), prevedendo che lo stesso assistito o altre forme previdenziali o assicurative assorbano integralmente le eventuali differenze tra “costo a carico del SERVIZIO SANITARIO per un prodotto con i requisiti essenziali” e prodotti che, avendo caratteristiche qualitative superiori, hanno prezzi di listino superiori;

§          Potrebbe coprire un importo che, partendo dal minimo, arriva ad una copertura di spesa sino al prezzo medio dei prodotti registrati nella categoria (sino ad un concorso massimo di…), realizzando in questo modo una scelta che permette di porre a carico del Servizio Sanitario costi per erogare maggiore qualità rispetto all’essenziale. L’assistito che indirizza la scelta su prodotti aventi prezzo più alto del massimo rimborsabile integra personalmente (o eventualmente ricorrendo ad altre forme previdenziali o assicurative) la differenza tra la cifra a carico del Servizio Sanitario e prezzi di listino più alti. 

Il problema non si pone per quegli ausili che, potendo essere utilizzati appropriatamente, indipendentemente dalle caratteristiche del singolo utilizzatore”, possono essere acquistati direttamente dalle A.A.S.L. per mezzo di pubbliche procedure di acquisto. In questo caso, infatti, sarà la stessa “Pubblica Procedura” a determinare di volta in volta il prezzo di acquisto del prodotto da parte della pubblica amministrazione.


 

 

Conclusioni


È una riforma semplice, che non prevede l’impiego di risorse economiche superiori a quelle attualmente impiegata ma che, al contrario, razionalizzando i processi consente effettive e consistenti economie di gestione.

Attuata con una tempistica di medio periodo, programmata, consente una graduale transizione dal sistema attuale al nuovo, senza impattare violentemente sulle consuetudini della gestione e sulle aspettative di prescrittori ed utenti.

Assicura trasparenza e snellezza dei processi gestionali, permettendo di operare con efficienza ed efficacia.

Agendo su due livelli: nazionale per la definizione del Repertorio, regionale per la determinazione delle modalità di acquisto e gestione e per l’eventuale implementazione dei Livelli di Assistenza (categorie dell’erogabile, qualità dei dispositivi e dei servizi erogati) assicura i Livelli Essenziali dell’Assistenza sul territorio nazionale mantenendo l’autonomia regionale per la parte di competenza. 

È però una riforma indispensabile ed urgente:

Gli allegati del Nomenclatore contengono categorie di prodotti con contenuti tecnologici, etici, clinici e merceologici troppo diversi per potersi adattare ad un unico sistema di erogazione… E’ giunta l’ora di mettere ordine e di assegnare ai diversi prodotti dei percorsi adeguati alle loro caratteristiche…”. [4] 

A partire da queste considerazioni dello stesso Ministero della Salute, l’inserimento del settore dell’assistenza in materia di erogazione di protesi, ortesi ed ausili tecnologici nei LEA impone una revisione del sistema fondata sulla necessità di definire, per ciascuna esigenza riabilitativa, per ciascun comparto, per ciascuna categoria di prodotti un’essenzialità di interventi che garantisca appropriatezza peculiare ed efficacia certa alle prestazioni erogate.

E’ un impegno che, se non richiede lo stanziamento di più consistenti risorse economiche, esige un investimento importante di attenzione e di risorse umane che con serietà, con coerenza, con competenza si impongano finalmente di ricercare e definire, anche per questo settore, livelli appropriatamente ed uniformemente essenziali di prestazioni a tutti i cittadini che ne hanno necessità. 


 


 

[1] La ricodificazione secondo la classificazione ISO effettuata dal vigente DM 332/99 non è stata sufficientemente apprezzata e non sono state adeguatamente sfruttate le positive conseguenze che se ne possono derivare. 

Il riferimento alla classificazione ISO permette un organizzazione RAZIONALE del sistema, secondo una modalità che, essendo frutto di lunghe mediazioni “mondiali”, rappresenta sicuramente la sintesi organizzata di quanto oggi è reperibile sul mercato mondiale.

La possibilità di fare riferimento ad una sorta di grande, universale catalogo organizzato per categorie funzionali, che viene costantemente aggiornato, consente di avere sempre a disposizione un “classificatore” per qualsiasi ausilio preso in considerazione, per qualsiasi motivo.

Un “classificatore” per funzioni è particolarmente utile, ad esempio, per prendere le necessarie decisioni circa l’inserimento di un nuovo ausilio. Sino ad ora, infatti, inserire un nuovo ausilio nell’elenco dei prodotti fornibili ha sempre comportato fiumi di discussioni che avevano origine dalla preoccupazione di arginare un aumento non controllabile della spesa, in quanto, teoricamente, ogni nuovo oggetto poteva essere fornito a chiunque ne avesse i “diritto”; fosse cioè invalido. Per limitare questo rischio venivano quindi talvolta appiccicate alle descrizioni dei vari prodotti delle incrostazioni di “raccomandazioni” del tipo: prescrivibile solo in alternativa a….; non prescrivibile se il soggetto è già in possesso di…

 Seguendo la classificazione ISO è facile definire che gli oggetti catalogati nella stessa “divisione” hanno la stessa funzione peculiare;

§          Essendo quindi semplici varianti, non può essere fornito alla stessa persona più di un ausilio per ciascuna divisione (salvo eventuali casi eccezionali da regolamentare);

§          L’inserimento di infinite varianti della stessa divisione consente solamente di avere un range più ampio di scelta, di permettere l’accesso alle nuove tecnologie senza correre il rischio dell’aggravio della spesa, che deriva esclusivamente dall’inserimento di nuove “categorie” di prodotti, cioè di nuove divisioni.

La definizione dei prezzi da corrispondere inoltre potrebbe essere definito entro un delta pre-delimitato per ciascuna divisione, fino ad arrivare al limite di un “bonus” per divisione (una cifra definita a carico del Servizio Sanitario, corrispondente almeno al prezzo più basso del prodotto registrato nella divisione – prodotto con i requisiti essenziali).

La suddivisione in classi, sottoclassi, divisioni gerarchicamente ordinate permette di lavorare a percorsi di fornitura da dettagliare in relazione al livello scelto: più generici se si individua un raggruppamento a livello di classe, più definiti e dettagliati se si opera a livello di divisione.

Lo stesso dicasi per le procedure di accreditamento dei prodotti, che possono essere comuni ai prodotti ascrivibili ad una “classe”, ad una “sottoclasse”, ad una “divisione”.

 

[2] Attualmente la verifica è costituita dal “collaudo dell’ausilio fornito”. Il collaudo, effettuato dal medico prescrittore, dovrebbe verificare per ogni fornitura la conformità dell’ausilio fornito alle descrizioni del Nomenclatore. Anche a seguito di una maggiore vigilanza conseguente ad una più elevata sensibilità verso i costi di questo settore, emergono con sempre più frequenza sia da parte del medico che effettua il collaudo che da parte dei funzionari delle A.A.S.L. preposti dubbi e contestazioni, che possono portare tanto ad accomodamenti di maniera quanto alla ricusazione del prodotto fornito, con comprensibile sconcerto dell’utente, disagi, confusioni, perdite di tempo ed aggravio complessivo dei costi di gestione.

[3] Col sistema attuale, tutti i prodotti erogati nella stessa categoria hanno identico prezzo di listino: quello tariffato dal Nomenclatore.

[4]Francesco Bottiglieri,  Ministero della Sanità; relazione presentata a Prato, il 24 novembre 2000, al convegno “Ruolo degli ausili nel progetto riabilitativo”.


 

 
   
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